VISION

Il termine “VISION” (in italiano “Visione”) viene utilizzato nell'ambito della gestione strategica per indicare la proiezione di uno scenario che un imprenditore vuole “vedere” nel futuro e che rispecchia i suoi valori, i suoi ideali e le sue aspirazioni generali.

La mia visione della professione medica si muove su un binario le cui rotaie sono di due tipi.

La prima fa riferimento alla Costituzione della Repubblica Italiana che all'Articolo 32 recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Questa frase è stata ripresa nell'articolo 1 della Legge 833/1977 "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale".
Io non sono giuridicamente un dipendente pubblico, poiché i medici di base sono partite IVA convenzionate con il SSN, ma mi ritengo idealmente impegnato in prima persona a contribuire al buon funzionamento del servizio sanitario, favorendo la promozione, l’osservanza e la messa in pratica dei suoi principi fondanti, quali quelli contenuti nella nostra carta costituzionale, il pactum societatis cui tutti siamo di fatto contraenti in quanto cittadini.

Il modello universalistico di assistenza cui finora la legislazione sanitaria italiana si è ispirata deve trovare sul territorio dei professionisti consapevoli delle sue implicazioni sociali positive che si impegnano a concretizzarne i presupposti, dando il loro contributo convinto affinché il sistema sia solido, inclusivo e sostenibile.

Il secondo binario fa riferimento al giuramento professionale che ho pronunciato tanti anni fa per iscrivermi all’Ordine dei Medici. Una volta si chiamava giuramento di Ippocrate ed a me piace ancora definirlo così, perché il richiamo ad un personaggio vissuto 400 anni prima di Cristo rappresenta la continuità ideale delle coordinate che fondano l’agire del medico, ancorato a massimi sistemi valoriali, immutabili nel loro umanesimo, che nascono con il nostro genere e proseguiranno finché lo stesso durerà nella Storia.

Un impegno gravoso e spesso scomodo, ma indissolubilmente connaturato ad una scelta che è contemporaneamente professionale ed esistenziale.